Andare in escursione significa mettersi in gioco sia mentalmente che fisicamente. Nel frattempo il nostro sistema immunitario è sottoposto a nuovi stimoli a causa delle condizioni ambientali che incontriamo e del contatto con un bioma complesso come quello del suolo, ricco di batteri, amebe, funghi, altri organismi e virus. Anche in città siamo continuamente esposti a numerosi agenti potenzialmente patogeni, ma il nostro sistema immunitario è più abituato a fronteggiarli e soprattutto noi stessi li contrastiamo in modo attivo. Infatti, la detersione delle mani e del corpo, il lavaggio dei vestiti e delle stoviglie ne riducono l’impatto. Muoverci nella Natura, quindi, allena il sistema immunitario a reagire a nuove sollecitazioni, ma bisogna fare attenzione a non eccedere e a prendersi cura della propria salute. Ad esempio, a proposito di igiene alimentare, è noto che le popolazioni che vivono a stretto contatto con la Natura possono permettersi più libertà rispetto a chi, invece, è cresciuto in città. Proprio per questo un aspetto che tratto nei corsi di Natural Survival è quello dell’igiene di campo e dell’attenzione alla pulizia delle stoviglie, delle mani e delle superfici su cui si preparano i cibi. Ma cosa possiamo fare in una reale situazione di sopravvivenza o di permanenza prolungata in Natura se non abbiamo accesso a detergenti idonei o disponiamo di poca acqua? Se ci si trova in aree ricche di vegetazione si raccoglie del fogliame, meglio se secco per non danneggiare gli alberi, mentre nel deserto andrà benissimo la sabbia. Con quel materiale si strofina a fondo la pentola, il piatto o la superficie da pulire fino ad asportare completamente i residui di cibo e grasso. Dopodiché, con mezzo bicchiere d’acqua, si sciacquano via le ultime particelle.
Il passaggio finale, fondamentale, è l’esposizione alle alte temperature. Se l’oggetto è metallico si può mettere per qualche istante direttamente sulla fiamma (flambatura) o sulle braci. Fate attenzione quando lo tirate via perché potrebbe essere diventato incandescente! Se invece è in legno, la superficie da trattare andrà esposta di fronte alle fiamme per diversi minuti, fino a che la parte destinata al contatto con il cibo non sarà così calda da scottare semplicemente sfiorandola con il dorso della mano.
Una prova speditiva per capire se si è raggiunta la temperatura ideale è quella di farvi cadere sopra una goccia d’acqua. Se la temperatura è superiore agli 80°C, la goccia non scivolerà via ma comincerà a evaporare emettendo un leggero sfrigolio. La maggior parte dei batteri muore tra i 70 e i 75°C (ecco perché questa è la temperatura indicata per la cottura delle carni). Non preoccupatevi del fatto che il vostro piatto prenda fuoco, perché i legni più teneri non inizieranno a bruciare prima dei 220°C. Tenere al sicuro la propria salute è fondamentale, quindi non trascurate mai questi aspetti igienici. Evitare di ingerire patogeni è essenziale per mantenersi in salute e godersi le attività outdoor in serenità.

